Pensare “in plastica”

Malgrado i tempi duri e potente sia il nemico, ma la concorrenza e la crisi sono nemici utilissimi se funzionano da stimolo , le chance per rimanere sul mercato mantenendo
uno standard professionale di buon livello esistono. Competenze tecnologiche, risorse umane e uno sguardo lucido sullo stato dell’arte delle PMI italiane hanno plasmato
la filosofia aziendale dell’emiliana Bear Plast, sostenendone la candidatura ad interlocutore privilegiato per lo sviluppo di prodotti tecnici in materiale plastico.

Bear Plast è specializzata nello sviluppo di prodotti tecnici in materiale plastico.

Nel labirinto dei polimeri
“Quello che sappiamo fare meglio è “pensare in plastica”: ovvero, progettare i componenti affiancando il cliente a partire dal momento delicato della scelta del materiale, che a nostro parere deve essere “vestito su misura” per soddisfare il profilo prestazionale specifico richiesto dall’applicazione, selezionando con cura la famiglia di polimeri, le cariche di rinforzo e gli additivi più idonei all’interno di una grande varietà con caratteristiche strutturali, conduttive, schermanti,
autoestinguenti, autolubrificanti.

Il nostro apporto, spiega Marco Bedogni, responsabile tecnico- commerciale di Bear Plast, è prezioso già nelle fasi iniziali della catena del valore perché ci proponiamo di stimolare il cliente nel ripensare i propri prodotti con qualche caratteristica innovativa: per esempio, introducendo razionalizzazioni progettuali che conducano ad una riduzione dei costi o arricchendo il manufatto con ulteriori proprietà in virtù dell’adozione di un polimero scelto ad hoc.
Lavoriamo per la componentistica tecnica abbracciando comparti piuttosto diversificati, cui fondamentalmente proponiamo elastomeri termoplastici e polimeri in sostituzione delle gomme tradizionali e dei metalli: i nostri principali clienti sono nel settore ferroviario, delle caldaie, delle pompe e delle macchine.
La collaborazione può accompagnare lo sviluppo del manufatto nella sua interezza e coincidere con il ruolo di capo commessa per la fornitura di prodotti complessi in quanto disponiamo di tutte le tecnologie accessorie, dalla prototipazione alla strumentazione, per il collaudo  alla costruzione degli stampi e dello stampaggio”.

Analisi degli scostamenti della stampata rispetto al progetto originale.

3) Modello 3D di carter. 4) Progetto di uno stampo.

Il cuore dell'azienda è l'officina stampi che fornisce un importante valore aggiunto in termini di know-how progettuale.

Stampo per anima di batteria.

Un nuovo made in Italy,
ricetta contro la crisi “Il valore aggiunto di Bear Plast consiste nel puntare sull’innovazione e sul “made in Italy low cost”, che perseguiamo attraverso una logica di Lean Production: un monitoraggio dell’efficienza dei diversi reparti, eseguito analizzando giorno dopo giorno i dati produttivi alla luce di obiettivi preordinati
e dando la caccia ad ogni spreco. All’offerta di un ricco bagaglio di competenze e tecnologie sappiamo unire quella flessibilità
operativa richiesta dal mercato odierno: lo slogan “pensare in plastica” che ci siamo scelti allude anche alla caratteristica
fondamentale dei polimeri, la plasmabilità, valore del quale ci sentiamo interpreti attraverso il nostro modus operandi.
La sinergia di ottimizzazione produttiva, completezza di servizio, know-how tecnologico e flessibilità è, a nostro parere, la sola strategia percorribile per mantenere un buono standard qualitativo senza far lievitare i costi.

L’Italia è un Paese di trasformatori e la nostra concreta possibilità di riemergere dalla crisi economica, quanto di contrastare l’erosione del mercato da parte dei competitor orientali, sta nel “fare cose difficili”, sviluppando una forte professionalità e un orientamento costante all’innovazione che a volte è mancato.
Il PIL mondiale sta crescendo, conclude Bedogni, dunque è logico aspettarsi una ripresa, la quale, tuttavia, appare selettiva per le PMI italiane. Come vice-presidente dell’Associazione delle piccole industrie nel territorio di Reggio Emilia conosco la difficile situazione in cui si trovano le nostre aziende che denunciano in modo diffuso l’aumento importante al ricorso alla cassa integrazione e consistenti cali di fatturato.
Bear Plast conta di giocare la propria partita cercando la partnership delle aziende che imparano a lavorare sempre meglio, individuando e soddisfacendo i bisogni e i consumi di uno scenario globale”.

SERVIZIO CHIAVI IN MANO,
UN GRIMALDELLO PER IL MERCATO

“Bear Plast è una piccola Società per Azioni: fondata da mio padre, Arturo Bedogni, nel 1975, ha il proprio core business nello stampaggio di componenti tecnici e nella fornitura di un servizio completo al cliente, che può prendere il via dallo sviluppo del prodotto in co-design e concludersi con la finitura del manufatto definitivo o di gruppi preassemblati.

– spiega Marco Bedogni – Il cuore dell’azienda, certificata ISO 9001: 2008, è l’officina stampi che, pur rappresentando una parte minima del nostro fatturato, è cruciale nell’assicurarci un importante valore aggiunto in termini di know-how progettuale”.

Il reparto di stampaggio a iniezione standard e assistita da gas è attrezzato con 16 presse a iniezione da 80 a 650 tonnellate; ad esso fanno da corollario produttivo servizi di saldatura a ultrasuoni e a vibrazione, tampografia,

verniciatura, trattamenti galvanici, assemblaggio, collaudi e prototipazione.

Il gruppo Bear Plast possiede inoltre un’ azienda specializzata in illuminotecnica che produce portalampade e luminarie per l’illuminazione di parchi di divertimento.

articolo tratto da PlastDesign n.6

Il laboratorio è provvisto di tutte le tecnologie accessorie alla costruzione degli stampi e allo stampaggio: dalla prototipazione al collaudo.

La sede dell’azienda.

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Trattamento dei materiali

Forse non tutti sanno che, quasi tutti i polimeri termoplastici sono materiali igroscopici e richiedono l’eliminazione del contenuto di acqua prima della loro trasformazione.
Nylon, ABS, Policarbonato PBT e molti altri prodotti, subiscono veri e propri decadimenti di proprietà oltre alla creazione di fastidiosi inestetismi per effetto dell’azione del vapore che si genera durante la fusione e che agisce rompendo catene molecolari.
Per questo motivo è da sempre necessario “essiccare” i materiali prima della loro immissione nella pressa di trasformazione.


Vista l’importanza fondamentale di un processo ottimale negli stampaggi tecnici di qualità, BEAR PLAST ha deciso di investire in un moderno impianto centralizzato di trattamento e trasporto che offre significativi vantaggi nell’ambito del controllo del processo, della logistica interna e della riduzione dei costi energetici.
Per quanto riguarda il processo,  il controllo di nuova generazione consente di ottimizzare i parametri per ogni singolo materiale e rapportarli al consumo effettivo delle situazioni produttive.
Dal punto di vista logistico si riducono drasticamente le movimentazioni interni e si gestiscono piu’ macchine contemporaneamente.
Dal punto di vista dell’efficienza si riducono i tempi di fermo all’avviamento perché i prodotti sono sempre pronti, e si ottiene un risparmio energetico dovuto alle nuove tecnologie.
Questo ci permette un significativo miglioramento nel controllo di processo dei materiali e un miglioramento generale nell’efficienza e nella  produttività del reparto, indispensabili per competere.

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Ricambio generazionale: opportunità o problema?

Il ricambio generazionale nelle aziende di famiglia è una questione d’attualità sempre più stringente, e la staffetta tra padri e figli è tutt’altro che una semplice formalità.
Alcuni esponenti del mondo delle materie plastiche italiano hanno raccontato la propria esperienza in merito durante la tavola rotonda del 23 giugno moderata da Nicoletta Boniardi e Amerigo D’Aloisio (nel video), rispettivamente redattore e membro del comitato tecnico-scientifico di Plastix.
Ne emerge una visione d’insieme su problematiche e opportunità connesse al fenomeno: la scelta del momento più giusto per il passaggio delle consegne, il percorso di preparazione più adeguato per gli “eredi”, l’eventuale ricorso a figure professionali esterne che facilitino la transizione, senza escludere la possibilità che i fondatori possano ritagliarsi spazi nuovi una volta compiuta la successione.

Articolo tratto da PLASTIX

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Polimeri new age?….

2022_Immag_AMMONITORE

«Dopo una fase di stallo dovuta allo schoc sui mercati che la crisi mondiale ha provocato,
è venuto ora il momento in cui le aziende stanno reagendo e cercando con spirito nuovo
di affrontare i mercati che non saranno, a ben vedere, più come prima.
Da operatore del settore del comparto materie plastiche, un importante elemento di
fiducia è senza dubbio legato alla disponibilità sul mercato di sempre nuovi compound
tecnici che ci permettono di innovare riprogettando singoli componenti o interi prodotti,
facendo leva sulle caratteristiche di questi.
Che si tratti di nuovi materiali in realtà è falso, perché la disponibilità,
magari non immediata, di compositi più o meno speciali è almeno decennale.
Diciamo che non si è sentita piu’ di tanto l’esigenza di spingersi oltre in aree inesplorate
e che tutto ciò che è “plastica” ha confini applicativi che si sono a volte consolidati limitandone
la diffusione che si poteva auspicare.
Lo stesso è avvenuto per esempio per i per sistemi di simulazione, che quindici anni orsono
pareva potessero avere un brillante futuro, e che sono più o meno rimasti strumenti
di nicchia utilizzati solo in una fetta piuttosto bassa delle progettazioni di nuovi componenti.
Non sta ame analizzare le motivazioni, che personalmente ritengo legate ad una debolezza
strutturale della scuola tecnica nel nostro paese e di conseguenza allo scarso orientamento
scientifico della struttura produttiva.
Diciamo che non è mai troppo tardi ed è giunto il momento di innovare sfruttando al
meglio strumenti e “nuovi” materiali che per gli aspetti tecnologici sono ormai consolidati
e aspettano solo di esseremessimaggiormente alla prova. Stiamo parlando di compositi
strutturali, conduttivi, autolubrificati e altamente resistenti all’usura e ancora, schermanti,
ad alto peso specifico, elastomeri e nuovi blend.
Il loro utilizzo richiede senza dubbio conoscenze più approfondite per una corretta progettazione
e trasformazione che sappia trovare il giusto equilibrio tra prezzo e prestazioni.
Un decisivo contributo per un utilizzo finalmente ingegneristico dei tecnopolimeri
è dato oggi dalla semplicità d’uso e accuratezza dei risultati dei software di analisi
strutturale e di simulazione del processo.
Questi ci permettono realmente di dimensionare un nuovo componente andando a verificare
se abbiamo fatto le scelte adeguate e sostenibili in termini di materiale giusto,
con i giusti spessori, con un processo competitivo e prestazioni certe.
A nostro avviso è giunto il momento di utilizzare il grande saper fare dei nostri distretti
per spingersi verso prodotti a sempre maggiore valore aggiunto.
La nostra azienda è orgogliosa di poter essere “partner plastico” dei committenti
che vorranno percorrere questa strada insieme».

Marco Bedogni

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Di padre in figlio

bedogni_6531371709887155516Non si tratta di un problema di età,
ma solo di cessione del comando.

Stiamo parlando della staffetta tra padri e figli, un problema che nel contesto italiano attuale sta assumendo dimensioni tutt’altro che insignificanti, dal momento che la classe imprenditoriale, che tra la metà degli anni Cinquanta e la metà dei Settanta ha dato vita al tessuto industriale nazionale, si sta avviando alla conclusione fisiologica della propria esperienza lavorativa. Il fenomeno, che secondo alcune stime nel decennio 2000-2010 ha coinvolto il 50% delle imprese del paese, è aggravato dalla crisi in atto, che sta accelerando ogni dinamica aziendale in bilico tra la necessità di sopravvivenza e la ricerca di prospettive future. Si tratta indubbiamente di una situazione delicata, che diventa addirittura critica in un tessuto industriale nazionale come quello italiano, costituito per il 98% da piccole imprese con una struttura organizzativa a marcata connotazione familiare, che rende meno praticabili soluzioni adottate per società di medie e grandi dimensioni. Il quadro attuale appare dunque particolarmente complesso, perché questa prima crisi dell’era della globalità ha messo a nudo i punti di forza e di debolezza delle aziende in un momento in cui il passaggio del testimone non si è spesso completato, e viene nel contempo richiesta una rapida ridefinizione della vision aziendale.
In fondo, il fine di ogni impresa è quello di trovare il punto di equilibrio, di stabilire regole che possano soddisfare contemporaneamente le esigenze dei singoli componenti della famiglia – che sono poi anche membri dell’impresa – e quelle del mercato in cui essa opera; ciò rafforza la struttura dell’impresa, favorisce un ambiente sereno ma anche capace di affrontare con determinazione il tessuto economico in continuo mutamento. Il nocciolo della questione – ne sono convinto – sta proprio qui: è necessario individuare dei punti di sovrapposizione tra le aspettative opposte di generazioni diverse. Da un lato persistono l’esperienza, la gratificazione, il successo, la stabilità e la paura di perdere ciò che si è creato, mentre dall’altra prevalgono l’insoddisfazione, la voglia di cambiamento e di misurarsi.
Il problema della successione si complica ulteriormente perché, accanto alle relazioni interpersonali, altri fattori acquistano importanza: le reali esigenze dell’impresa, gli affetti, gli intrecci patrimoniali familiari e aziendali. È una fase in cui gli interessi individuali dei membri della famiglia e dell’azienda vengono stabiliti in un gioco di reciproco adattamento, che può portare sia a gravi conflitti sia a una più forte sinergia tra questi componenti e ad una nuova forza vitale. Molto spesso la delicatezza del tema porta a una sorta di rimozione del problema, talvolta al rinvio, o peggio – e questo accade nei due terzi dei casi di successione – a problemi seri quando non viene affrontato in modo adeguato e organico. Le modalità di gestione del problema sul fronte tattico e pratico sono diverse, e spaziano da quelle societarie e fiscali a quelle legali, notarili, patrimoniali e assicurative, per non parlare di quelle psicologiche e comportamentali. È opportuno tenere in considerazione tutti questi aspetti, perché non sono da sottovalutare i rischi concreti di cessazione dell’attività o comunque di profonda discontinuità di gestione – con inevitabili riflessi sul radicamento sociale e territoriale delle imprese – se i processi di trasmissione e di successione non vengono affrontati e pianificati in modo razionale, organico e tempestivo.

Voi che cosa ne pensate?

Marco Bedogni,
VP Confapi PMI di Reggio Emilia
e direttore commerciale di Bear Plast

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MEC SPE 13° Edizione – FIERE DI PARMA 25/27 marzo 2010

E’ tempo di ripartire.

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Dopo un 2009 di congiuntura particolarmente negativa e di forte contrazione degli investimenti, è giunto il momento di provare a ripartire.
Senza dubbio mai come ora ogni nuovo progetto sarà varato con la lente di ingrandimento su ogni voce di costo, ma la fortuna reciproca sta nel fatto che con i sempre nuovi materiali plastici è possibile osare coniugando innovazione e creatività.

Per questo abbiamo scelto il MEC SPE quale ideale punto di incontro per il mondo delle materie plastiche, degli stampi e dei materiali innovativi
Vi diamo appuntamento per conoscere i nostri servizi e le nostre proposte e farvi “toccare con mano” i materiali  innovativi a cui alludiamo.
I nostri ospiti riceveranno in omaggio una  preziosa “collana provini” utili a stimolare la vostra progettualità nel “pensare in plastica”

Arrivederci in Viale dei materiali innovativi, angolo piazza stampi

Cordialmente
Marco Bedogni

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Convegno Manager, Etica e Impresa

Si è tenuto il 23 novembre 2009 il convegno organizzato da Car Server in occasione dei quindici anni dalla fondazione dell’azienda. Convegno che vuol essere un’occasione di confronto su fondamenti etici necessari per un nuovo sviluppo. E’ stata posta al centro di questa riflessione la necessità di una maggiore attenzione nei confronti delle persone e del rispetto della moralità.

Riportiamo di seguito l’intervento del Sig. Marco Bedogni sul tema etica e impresa:

IL VALORE DEL RISPETTO DEI PATTI

L’articolo primo della nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”  Questa crisi mette di fronte l’imprenditore alla grande responsabilità di salvare l’impresa e l’occupazione come essenza della struttura sociale di un paese.
Oggi l’imperativo per le nostre aziende quindi  è resistere, con tenacia e creatività, cercando di crearsi nuovi spazi nei mercati di oggi e di domani.
Nell’anno appena concluso, ai problemi strutturali del nostro sistema paese, si è sommata la congiuntura più grave dal dopoguerra che ha sostanzialmente sancito il crollo di un sistema dove la finanza ha preso il sopravvento sull’economia reale e ancor prima sulla politica. Parlare di crisi ormai alle spalle, a mio avviso alimenta illusioni e se, come da più parti osservato, non si riuscirà a migliorare il sistema delle regole, ciclicamente riaffronteremo gli stessi problemi.
Due anni fa, secondo un’indagine condotta su un campione rappresentativo di mille imprese manifatturiere con una media di 40 addetti, la nostra provincia si era aggiudicata il primato di città italiana con la maggior percentuale di export procapite. Queste imprese ora hanno registrato un calo medio del fatturato intorno al 40%.
Strutturalmente purtroppo non basterà una lieve inversione di tendenza del mercato domestico,  per riprendere a crescere, come tutti auspicano, occorrerà invece riuscire a scalare mercati lontani e spesso difficili da penetrare per le nostre piccole e medie imprese.
Nel 2009, anche nella mia realtà aziendale che conta 40 addetti, seppur sana e referenziata e che sin dalla fondazione ha sempre onorato tutti gli impegni con Stato, dipendenti e fornitori, abbiamo dovuto far riscorso alla cassa integrazione. Una scelta che, emotivamente, è stata molto dura da affrontare da parte della proprietà, perché per la prima volta si è avuta la misura della nostra quasi impotenza rispetto a dinamiche che ci sovrastavano.
Riflettendo su manager e responsabilità sociale dell’impresa, voglio sottolineare che nelle pmi è molto forte la presenza in prima linea degli imprenditori e proporzionalmente minore quella dei manager che,  per definizione sono orientati a massimizzare il profitto nell’interesse degli azionisti.
Credo che la responsabilità sociale ed il senso etico del lavoro siano propri del dna delle pmi, e si esplicitano attraverso un clima spesso informale e aperto verso i collaboratori, rapporti non solo economici tra clienti e fornitori, un’attenzione al territorio ed all’ambiente in cui viviamo in prima persona e dove crescono i nostri figli e con un’idea di sviluppo sostenibile che non comprometta il futuro delle prossime generazioni.
Nell’ultimo decennio è stata sempre crescente l’attenzione alle risorse umane ed alla formazione come fattore strategico di sviluppo, come l’interesse per la sicurezza come valore per le persone e per tutta l’organizzazione. Abbiamo inoltre posto la massima considerazione ai temi dell’ambiente e dell’energia intesi come risorse da salvaguardare, consapevoli di come la progressione dei consumi degli ultimi decenni stia portando il pianeta verso l’autodistruzione. Una deriva a cui nel nostro piccolo ogni giorno cerchiamo di opporre un’inversione di rotta, grazie alla nuove tecnologie  messe in campo dalla green economy.

Che ruolo gioca lo Stato nella determinazione del contesto?

Tutti i riflettori sono puntati sulle imprese e sulla loro capacità di affrontare in modo etico e socialmente responsabile la crisi, tenendo conto che le ricadute degli esuberi gravano pesantemente sulle persone e sulle famiglie.
Non spetta a me analizzare le ragioni storiche che hanno portato alla moltiplicazione di una serie di gravi vincoli, ma voglio sottolineare come si sia arrivati ad un sempre più drammatico scollamento tra la politica ed il paese reale.
Innanzitutto nel nostro paese vi è un numero di leggi dieci volte superiore a quello necessario, e rispettarle da molti non è ritenuta una regola, ma spesso il virtuosismo di una minoranza.
Assistiamo poi all’inefficienza e lo sperpero di denaro pubblico che si abbina ad un sistema fiscale iniquo , superato e farraginoso, motivo per cui da decenni i conti dello Stato non tornano.
Altri fattori che aggravano la situazione sono l’economia sommersa, una giustizia lenta e inefficace  ed un sistema forte con i deboli e debole con i forti. Le nostre carceri sono piene, ma di fronte ai  più gravi scandali finanziari i responsabili rimangono spesso impuniti e non fanno nemmeno un giorno di prigione.

Lo Stato non dovrebbe dare il buon esempio e avere per primo un comportamento etico?
Un tema grandissimo è quello dei pagamenti: le amministrazioni statali e le aziende parastatali pagano i propri fornitori con tempi inaccettabili per le pmi. Lo stesso fanno normalmente i grandi committenti ignorando la Legge 192/98 che disciplina i tempi di pagamento della Subfornitura,  che  non devono superare i 60 giorni.  Questi dati sommati ai meccanismi del sistema creditizio, ispirato alle  logiche di Basilea2, rischiano di innescare un circolo vizioso e dirompente. E’ necessario che le regole vengano rispettate e le banche ritornino a svolgere il loro ruolo di sostegno alle imprese al più presto.
Un’altra iniquità è posta nel meccanismo di riscossione IVA che non tiene conto del fatto che le aziende incassano in tempi dilazionati.
Rispetto all’ingiustizia del sistema fiscale balzano all’occhio operazioni come lo scudo fiscale, nei termini in cui è stato realizzato, che, se da un lato consentono un piccolo recupero di denaro rispetto a quanto sostanzialmente sottratto al fisco, dall’altro fanno gridare vendetta a tutti coloro che hanno lavorato e pagato onestamente le tasse.
Infine voglio affrontare il tema della giustizia. Ad un contesto generale dove già la lentezza ed i costi della giustizia sono un grosso problema per le aziende, specie per quelle meno strutturate, si sono aggiunte misure come la depenalizzazione del falso in bilancio che, piuttosto che ad uno stato di diritto rimandano maggiormente ad una idea di jungla ove vige solo la legge del più forte.

In conclusione credo che la sfida del fare impresa oggi nel nostro paese vada ben oltre le problematiche della congiuntura per quanto pesante. Si vedono purtroppo minate alla base le condizioni fondamentali di contesto che spingono l’imprenditore a lanciarsi verso una nuova sfida.
Credo che vadano affrontati con forza e rigore i nodi strutturali da decenni irrisolti e attuate misure che diano fiato nel brevissimo all’economia. Se ciò non avvenisse una piccola azienda, socialmente responsabile e attenta, come potrà sopravvivere nel contesto attuale?

Marco Bedogni

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Elastomeri termoplastici stampabili ad iniezione

Con questo articolo  cerchiamo di fare un po’ di luce sul mondo delle gomme per capire i confini tra quellle classiche vulcanizzate e le varie famiglie di elastomeri termoplastici stampabili
ad iniezione.

Innanzitutto occorre chiarire che la vulcanizzazione è un processo che comporta una reticolazione irreversibile nelle catene polimeriche della gomma (NBR – EPDM – FKM (Viton)) e richiede processi (cottura) con cicli di una certa durata e fasi di finitura.
Alcune prestazioni come la resistenza chimica e termica  degli FKM per esempio non sono però mediamente raggiungibili da altre gomme.
Vedi Famiglia dei polimeri .

La gamma degli elastomeri termoplastici stampabili ad iniezione è sempre piu’ ampia e grazie all’ingegneria macromolecolare questa invade un’area di applicazione vasta anche rispetto alle gomme vulcanizzate.
Per eventuali approfondimenti alleghiamo un significativo Estratto Treccani .

Per una semplice panoramica esplicativa abbiamo preparato la seguente presentazione:
Con la sigla TPE ( Termo Plastic Elastomers ) si indica l’insieme piu’ grande delle gomme termoplastiche. Al suo interno distinguiamo diverse famiglie che prendono il nome dalle matrici prevalenti.

SBS ( Copolimero a blocchi Stirene-Butadiene-Stirene ) Ottenuto miscelando una fase elastomerica costituita da gomma SBS ed una fase plastica di natura poliolefinica o stirenica

Alcuni marchi: Softprene T,  Raplan,

TPE-S

SBS

Ottima color abilità ed elasticità, ottima estetica e qualità tattili. Adatto al sovra stampaggio.
Facile trasformazione e completa riciclabilità.
Durezze da 30 ShA a 45 ShD

Impieghi – 40°C + 60°C Sensibile all’azione del calorek, dei raggi UV e dell’ozono.


SEBS ( Copolimero a blocchi Stirene-Etilene -Butadiene-Stirene ) La fase elastica è costituita da SEBS e la fase plastica è di natura Poliolefinica.

Alcuni archi:, Megol, Laprene, Chemiton, Thermolast K

TPE-S

SEBS

TPE-S-V >

Ottima elasticità sia a freddo che a caldo, resistenza agli UV e invecchiamento. Soft touch

Costampaggio Ampissima gamma durezze

Elevato grado isolamento termico

> Termolast K

Durezze da 5 ShA a 55 ShD

Temp.Eserc. -40°c+100°c punte 120°c Buona Resist. Chimica


TPO Elastomeri termoplastici  costituiti da compound eterofasici basati su una fase elastomerica amorfa, solitamente di natura pololefinica, e da una fase cristallina, sempre di natura poliolefinica.

Alcuni marchi: Forflex Apigo, Vistamax

TPE-O

(TPO)

Buona resistenza agli agenti atmosferici,  ottime proprietà di isolamento elettrico,- basso peso specifico a partire da 0,89 kg/dm3
Ottimo comportamento elastico alle basse temperature, ottima color abilità
Durezze da 30 ShA a 65 ShD

Sofficità ed elevata resilienza nella gamma .


TPV (Elastomero Termoplastico Vulcanizzato)

Generalmente in una matrice  termoplastica poliolefinica (PP) è finemente dispersa una fase elastomerica vulcanizzata in modo dinamico (EPDM

Alcuni marchi: Santoprene, Forprene, Sarlink, Geolast, Vyram, Alcryn

TPE- V

(TPV)

Elevata elasticità, buona resistenza all’invecchiamento, elevato isolamento elettrico e termico, eccellente resistenza alla fatica e buona alla lacerazione. Temp.Eserc. -50°c+125°c

Buona Resist. Chimica

Completamente riciclabile


TPU (Poliuretano termoplastico modificato con elastomeri)

Alcuni Marchi: Elastollan, Sofpur,

TPE-U

(TPU)

Elevata resistenza all’abrasione

Elevato ritorno elastico a basse temperature. Elevata estetica e facile processabilità

Ottima resistenza agli oli, ai grassi, ai carburanti, ai microbi e ai raggi UV

Durezze da 60 ShA a 90 ShA

Basso peso specifico


TPE-E (Copoliestere elastomerico) La struttura chimica costituita da segmenti rigidi di tipo poliestere alternati a segmenti flessibili di tipo polietere. A seconda del volume relativo delle due fasi, questi copolimeri presentano prestazioni in un ampio intervallo che và da quello degli elastomeri a quello dei elastomeri veri e propri.

Alcuni marchi: Hytrel, Pibiflex, Elastollan,

TPE-E

(CPEE)

È fortemente resistente allo strappo, allo strisciamento e l’abrasione. La sua composizione lo rende stabile al calore, resistente agli UV,ottimo all’idrolisi, e gli stabilizzanti termici ritardano la combustione alla fiamma. Durezze da 30 ShD a 70 ShD

Temp.Eserc. -50°c+150°c

Allung. A rottura > 600%


TPE-A ( Copolietere a blocchi ) Appartenente alla famiglia dei polimeri da ingegneria. La composizione chimica unica (amide blocco polietere – PEBA) consente di ottenere una vasta gamma di proprietà fisiche e meccaniche variando i blocchi monometrici  e i rapporti.

TPE-A

(COPE)

Grande flessibilità e resilienza. Ottime caratteristiche dinamiche dovute a bassa isteresi (flessione alternative)Eccellenti proprietà a bassa temperatura (resistenza agli urti, rigification basso); Temp. Impiego -40 + 80°c

Durezze da 70 ShA a 70 ShD

Modulo poco variabile al variare delle temperature

Allung. A rottura > 700%


Super TPE Si tratta dei piu’ recenti prodotti nati per colmare in modo quasi definitivo il gap con le piu’ classiche gomme vulcanizzate in termini di resistenza alla temperatura e chimica. Ogni azienda custodisce gelosamente i propri brevetti e ricette.

Hipex Kraiburg, ETPV Du Pont

Super TPE

ETPV etc..

Elevate prestazioni in alternativa diretta alle gomme vulcanizzate anche nelle caratteristiche di solito svantaggiose con diversi punti a vantaggio in termini di processabilià Temp. Impiego -40 + 160°c

Elevata resistenza chimica


TPE Bio Prodotto speciale biodegradabile in condizioni di compostaggio controllate secondo UNI EN 14042: 2003 e ISO 14855:1999

Alcuni Marchi: Apinat, Biomaxx , Mater Bi,  PebaxR

TPE-Bio Bioplastica con elevata morbidezza, facilità di trasformazione e adesione su bioplastiche rigide Durezze da 55 ShA a 60 ShD

Conclusioni:  Le  gamme dei prodotti di queste famiglie sono davvero vastissime come pure i profili di proprietà. Per le singole schede tecniche consigliamo la semplice ricerca via internet digitando direttamente il nome dei marchi citati in quanto direttamente disponibili.

Per ogni interesse vi invitiamo a contattarci .
Sarà nostra cura trovare il prodotto piu’ idoneo alle vs. specifiche applicazioni

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“Bedogni (VP Confapi PMI- RE) su IRAP e Fisco”

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Articolo uscito in data 03 Novembre 2009 su Corriere della Sera.

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Ricerca e Sviluppo su componenti plastici a costo zero.

Questo è davvero una congiuntura difficile per le nostre aziende, e senza dubbio la prima parte del 2009 è servita a molti per guardarsi dentro, razionalizzare e darsi una strategia per il futuro.

Consci del fatto che non basterà aspettare che la crisi passi, siamo convinti che il tempo che ci separa alla fine dell’anno sia molto utile per uno sforzo in idee, novità ed evoluzione dei prodotti per essere pronti a cogliere le riprese dei mercati che, anche se non saranno più come prima (e per certi versi è pure auspicabile) offriranno comunque nuove opportunità.

Bear Plast ricerca e sviluppo

Proposta Bear Plast

Per questa ragione, abbiamo deciso di investire sui ns. pregiati clienti tagliando i costi di ricerca e sviluppo e cioè confermare e sottolineare  la disponibilità nell’affiancare i vs. uffici tecnici nella progettazione di nuovi componenti con tecnopolimeri,  nell’esecuzione di disegni, prototipi, simulazioni e realizzazione di stampi pilota assorbendone i costi relativi.
Tale contributo sarà congiuntamente concordato in base  alle potenzialità della ricaduta del progetto.

Queste attività si possono sviluppare ad esempio  nella sostituzione dei metalli con polimeri  strutturali, dissipanti il calore, schermanti, autolubrificanti etc,  e combinando le opportunità offerte dalle tecnologie collaterali  all’iniezione come  il gas, le saldature a vibrazione, laser, a ultrasuoni e  i trattamenti superficiali speciali.

Siamo a vs. disposizione per raccogliere spunti e provocazioni ed insieme ai ns. partner offrire una collaborazione gratuità con il massimo della confidenzialità.

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